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19/03/2007
gay può anche non essere bello

Davvero non capisco l'accanimento e l'astio che si legge nei blog o sui giornali nei confronti del professor Risé, a maggior ragione quando viene da persone intelligenti come Enzo.

Ci diciamo (vi dite) liberali, no? Allora perché sostenere a questo modo il pensiero unico? Perché gay dev'essere per forza bello, sano e consigliabile? C'è gente che si trova in profonda crisi perché sente di avere tendenze omosessuali ma non le percepisce come proprie, come adatte a se stesso, ci sta male, vorrebbe non averle. Ci sono dottori e terapie che aiutano questi individui a recuperare interesse per l'altro sesso e fiducia in se stessi. Dove sta il problema? Dove sta lo scandalo? Bisogna per forza costringere uno, che ci sta male, ad essere gay perché così vuole il pensiero finto-liberal moderno?

Non ho letto da nessuna parte che Risé, o chi per lui, suggerisca terapie o "cure" a tutti gli omosessuali. Parla sempre di chi manifesti un disagio e un dolore nella propria condizione e chieda di essere aiutato a uscirne. Questa gente c'è, che l'ideologia del "gay-è-sempre-bello" lo voglia o meno.

E questo non vale forse anche per il problema opposto? C'è gente che non si sente bene com'è e vuole cambiare sesso. Uomini che vogliono diventare donne e viceversa. Maschi che si sentono intimamente diversi da quello che sono fisicamente e quindi provano disagio nell'essere maschi, e vorrebbero diventare donne. Il pensiero di cui sopra dice che a queste persone bisogna permettere di diventare quel che vogliono, e che sentono intimamente di essere. Quindi che cambino sesso.

Invece chi prova disagio nell'essere gay e vorrebbe non esserlo no, ci dicono, non è vero che non vuole esserlo. È la società che lo mette a disagio perché bla bla e quindi DEVE essere gay.

Sono due comportamenti opposti per un problema analogo.
Uno prova disagio nell'essere gay, non sta bene con se stesso perché NON VUOLE essere gay? Male! Malissimo! Deve essere aiutato, invitato, spinto ad essere gay!
Un altro prova disagio nell'essere maschio, non sta bene con se stesso perché NON VUOLE esssere maschio e VUOLE diventare femmina, cambiare sesso, cambiare vita? Bene! Benissimo! Deve essere aiutato, invitato, spinto a cambiare sesso.

In entrambi i casi bisogna essere gay, che a uno piaccia o meno. Mi sembra tutto tranne che pensiero liberale.

Ma queste cose le diceva già chiaramente Risé in questo post, e nei commenti allo stesso.

P.S.
Calmi nei commenti, per favore. E soprattutto evitiamo discorsi su "natura" e "contro natura" o discorsi religiosi, che con quanto ho scritto in questo post non c'entrano nulla. Se non è ancora chiaro, qui (e anche negli articoli di Risé) non si sta dicendo "i gay sono il demonio" o "i gay sono malati", ma si auspica libertà di scelta anche per chi quella scelta vuole farla contro corrente.

Tokyo, ore 19/03/2007 04:03 | permalink | commenti (4)| Categoria:cultura


Commenti
#1   19 Marzo 2007 - 05:44
 
Il problema, Ernesto, è un po' quello delle terapie alternative, la medicina cinese, la cura Di Bella o la trovata di curare i malati di Aids con le vitamine (non è uno scherzo, c'è gente che dice queste cose). Finché uno si ferma all'apparenza, uh che bello avere più scelte, sembra un'espansione della libertà e delle possibilità. Poi quando scendi nel merito scopri che, invariabilmente, queste cure non funzionano, la stragrande maggioranza dei medici vi si oppongono per questo, mica per gioco. Non funzionano perché hanno uno scopo diverso dalla cura: vogliono dimostrare qualcosa. Nel caso del Narth che l'omosessualità è contro natura (leggiti il loro sito, comprese le frazi razziste contro i neri). Nel caso delle terapie alternative per il cancro o l'Aids di solito lo scopo è il diniego personale (da parte di persone malate che non accettano l'idea di avere un probelma). E visto che non funzionano sono perricolose: alimentano aspettative, illusioni che si rivolgono in cocenti delusioni. Un guaio, specie per delle persone in stato di disagio o confusione.
Quanto ai risultati, leggi cosa scrive uno dei 'riparati' dal gruppo Exodus:

"People often ask me if I have sexual fantasies about women now, because that’s what the world would consider change. But God wants me to change not into a man who still wraps himself up in self-absorbed fantasy, but one who’s ready to put my wife before myself — and put Him first".

Insomma si può vivere anche senza sesso. Possibile. Ma cos'ha a che vedere questo con una 'cura'?

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utente anonimo

#2   21 Marzo 2007 - 21:43
 
Mi sa che il primo commentatore non ha colto il punto... già parlare di "medici" o di Aids ecc., mentre l'argomento riguarda la psicoanalisi, la dice lunga.

Dove poi legga in quella citazione inglese che "si può vivere anche senza sesso" ... mah!

Comunque, Ernesto, hai ben spiegato la contraddizione dell'adattamento che secondo loro deve essere a senso unico.
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#3   22 Marzo 2007 - 00:44
 
uhmm.. non vorrei semplificare troppo, ma... ci sono un sacco di gay che non sono felici di esserlo, e li capisco perfettamente. Hai molti più problemi di un etero, nella società italiana (e forse non solo). Ma restano gay, per il semplice motivo che non puoi cambiare inclinazioni sessuali come cambi città o squadra di calcio...
partire dall'assioma che non tutti i gay sono felici di esserlo per sostenere che vanno/possono/dovrebbero essere curati, mi pare aberrante. ma forse ho estremizzato il senso del post.

Io spesso mi vergogno di essere italiano... c'è un vaccino? ;-)
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#4   06 Aprile 2007 - 01:28
 
A San Francisco c'e' un alto numero di gay homeless che sono stati costretti ad abbandonare tutto e a vivere per le strade, forse incerti di che cosa diventare. Quelli non sono di certo felici e di certo non partecipano allla gay pride parade vestiti di piume e crinoline...
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