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07/11/2005
Intifada europea

Dice Prodi, citato sul Corriere:

«Abbiamo le peggiori periferie d'Europa. Non crediamo di essere così diversi da Parigi, è solo questione di tempo» […] «Le nostre periferie sono una tragedia umana e se non facciamo interventi seri, sul piano sociale e con l'edilizia, avremo tante Parigi.
»

Quest'uomo non ha capito niente, ma proprio niente, di quello che sta succedendo in Francia. Dichiarare che bisogna fare "interventi seri sul piano sociale
e con l'edilizia" è roba da inetti della politica, da populisti della domenica, da opportunisti senza vergogna.

Perché non parla delle politiche di immigrazione sbagliate? Dei problemi di integrazione delle popolazioni islamiche sottovalutati? Delle braghe calate di fronte alle pretese delle associazioni (alcune risaputamente terroriste) che pretendono la non-integrazione dei musulmani? Ma già, Prodi è quello di cui Hamza Piccardo,  portavoce dell'Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia, organizzazione legata più o meno direttamente al terrorismo jihadista,  ha detto: "Che Dio gli dia la vittoria". È lo stesso uomo che non si è vergognato di dichiarare il nostro esercito in Iraq "occupante" e di cui, per l'occasione, Francesco Cossiga ha detto: "Romano Prodi è moralmente un vile e anche un perfetto cialtrone".

Trovo particolarmente pregnante, però, il passaggio in cui Prodi, alla succitata "minaccia" aggiunge:
«Ci sono condizioni di vita pessime e infelicità anche dove sono tutti italiani».

Ecco, ma davvero non riesce a vedere la differenza il signor Prodi? Non si chiede, come il giornalista del Foglio di sabato

"Perché altre comunità d’immigrati, altrettanto ostacolate nell’ascesa sociale, come quella cinese, o latinoamericana, non bruciano le ambulanze?"

Ecco, perché? Perché invece i giovani musulmani danno fuoco a centinaia di auto, edifici, e addirittura anziane disabili?

Nello stesso articolo leggiamo che:

Negli anni sono stati stipulati una serie di accordi tra Lega araba e paesi dell’Unione europea per “non costringere in nessun modo i nuovi arrivati ad adattarsi ai costumi dei paesi ospiti”. […] Chi arriva in Europa provenendo da un paese musulmano è incoraggiato all’isolamento, autoimposto o favorito dal contesto, delle comunità islamiche, che tentano tutte di conservare lo stesso atteggiamento nei confronti del mondo esterno.

Questa situazione è sotto i nostri occhi anche in Italia. La scuola di via Quaranta, e chissà quante altre ce ne sono ancora, è esattamente questo. Sono le stesse organizzazioni delle comunità-eccetera-islamiche a volere tali condizioni.

Ma Prodi - e chiunque altro, se è per questo - non si è accorto che le stesse cose che succedono a Parigi stanno già succedendo anche altrove? Per esempio in Danimarca? La stessa identica cosa avviene anche lì: gruppi di giovani, musulmani, che impediscono l'accesso in determinate zone alle forze dell'ordine, ostacolano ambulanze, dicono "Questo territorio è nostro". Le stesse cose.

Solo che, chissà perché, in Europa è calato il silenzio stampa sulla Danimarca. C'è del marcio in Danimarca, ma non bisogna parlarne. O meglio, c'è del marcio in Europa, ma se ne parla seriamente solo quando si arriva alla guerra civile, come in Francia adesso. Se faccio una ricerca su Google News con chiave "Danimarca" adesso mentre sto scrivendo, relativo a questi problemi c'è solo l'articolo qui sopra citato dal Foglio.

Provando su Google News americano adesso troverete articoli tipo questo, dove si parla di Intifada in Europa, o questo. Ma fino a poco fa non c'era quasi niente. Questo tipo di notizie non sono passate.

Cito, e traduco alla buona, da qui:

Non sono solo gli Stati Uniti. Anche altri paesi riportano questo genere di notizie parlando di quei ragazzi come di propri giovani, di giovani francesi. Ma è solo dopo aver attraversato almeno tredici paragrafi di un articolo, quando citano le parole di uno di questi ragazzi, e scopri che si chiama Mohammed, che ti rendi conto che potrebbe esserci una componente etno-cultural-religiosa in questa situazione.

È la stessa esperienza che ho provato io la prima volta che ho letto delle rivolte di Parigi sul Corriere, e in un intero articolo non si diceva nemmeno di striscio che i rivoltosi erano tutti musulmani. Nell'articolo letto l'altroieri idem. Si parlava solo di "giovani delle banlieues", che quasi quasi suona anche romantico.

Il problema è sempre quello, e lo sappiamo. Ma preferiamo parlare di problemi edilizi...

Dio non voglia che vincano gli amici, utili idioti, dei terroristi.

Tokyo, ore 07/11/2005 02:02 | permalink | commenti (8)| Categoria:mondo


Commenti
#1   07 Novembre 2005 - 03:13
 
Sempre bello venire a leggerti, Ernesto. Ciao.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Shark80

#2   07 Novembre 2005 - 07:35
 
Post da incorniciare, questo. Con tutto che le cornici ormai costano un occhio.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente frinarelli

#3   07 Novembre 2005 - 15:46
 
Ottimo post.
Friedrich
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Dilifa

#4   07 Novembre 2005 - 18:17
 
Eccellente post, eccellente davvero...

Ciao! :)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente robinik

#5   07 Novembre 2005 - 22:59
 
è interessante quello che scrivi..... in fondo per Prodi, ma anche per altri, il problema si risolve con l'edilizia, anzi adesso è in auge la bioarchitettura nelle nuove costruzioni IACP.....non gurdano lontano, navigano a vista! Penso che in Italia ci sia bisogno del geologo di quartiere (vedi il dissesto/disastro ideologico delle città) , ma anche del sociologo di quartiere, necessario per analizzare i fenomeni di integrazione......ma a quanto pare niente di tutto questo.
scjaoo..ti linko
by gs
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente giusimo

#6   08 Novembre 2005 - 23:21
 
E' un fatto che non si sono avute rivolte simili a quelle francesi nelle nostre infinite periferie (io che scrivo da Roma).

Ma non dimentichiamo cosa è successo a Los Angeles con la morte di Rodney King, per nulla dissimile a quello che si vede ora.

Quello era puro disagio sociale e furia "vendicatrice".
Non potrebbe effettivamente essere lo stesso a Parigi?

Paolo
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente piergap

#7   15 Novembre 2005 - 17:47
 
razzismo di basso livello. vieni a dirci ora che in europa c'è un atteggiamento troppo benevolo verso i musulmani.ci manca sola questa.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Lou1977

#8   16 Novembre 2005 - 01:13
 
--- per Lou1977 ---

No, non c'è un atteggiamento troppo benevolo verso i musulmani. Loro gettano i crocifissi dalla finestra e va tutto bene, è solo diversità d'opinioni.

Provi a dire che quelli che bruciano auto e uccidono a calci un uomo sono gentaglia e ti accusano di fomentare rivolte.

I musulmani creano scuole illegali (e legate a filo doppio col terrorismo) e li si lascia fare PER ANNI; lo fa un cattolico e la scuola chiude dopo un paio di giorni.

I musulmani aprono negozi, bazar, moschee senza alcuna autorizzazione, in cattive condizioni igieniche e dove gli pare, e sono le giunte comunali stesse a minimizzare la cosa e a dichiarare il proprio impegno per trovare luoghi adatti. Un italiano normale a volte deve passare anni per poter ottenere il permesso per vendere un panino.

C'è una corsia preferenziale per i musulmani. Una corsia che vuole passare per tolleranza, ma il più delle volte è solo paura che i loro amici ci facciano saltare in aria tutti. Anche se così facendo non si fa altro che contribuire ad accendere la miccia.

ERNESTO
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