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Che qualche canzone di Tiziano Ferro abbia più di una somiglianza con canzoni di altri musicisti è risaputo (anche se io mi sono reso conto soltanto oggi che questa, oltre che nella musica è "citata" un po' anche nel testo da questa).
Ma oggi mi sono pure accorto che, man mano che Tiziano cresce, la sua faccia va assumendo le sembianze di quella di… Jean Claude Van Damme!
Non possono essere gemelli per questioni anagrafiche, ma Jean Claude (vedi altra foto qui) è chiaramente il fratello maggiore di Tiziano (vedi altra foto qui). Lo si nota particolarmente guardando questo video di Ferro (e chi non ha familiarità con la faccia di Van Damme può guardarsi questa intervista). Ora aspettiamo delucidazioni dai loro genitori!
Questo post è un aggiornamento a uno vecchio, in cui parlavo della versione italiana di Notre Dame de Paris e quindi di traduttori-adattatori di testi di canzoni straniere per il cinema, citando gli autori della versione italiana di Nightmare Before Christmas: Ermavilo e Carla Vistarini. Se non che, avevo poi dedicato qualche riga al misterioso Ermavilo (definendolo "uno dei migliori traduttori-adattatori di canzoni che abbiamo in Italia, nonché direttore musicale in film e telefilm"), ma avevo tralasciato di dire qualcosa di più su Carla Vistarini, che allora credevo essere stata semplicemente collaboratrice di Ermavilo. Madornale errore.
Carla Vistarini (qui la sua homepage, qui la pagina sulla Wikipedia) è stata autrice di testi di numerosi cantanti italiani (tra cui Patty Pravo, Alice, Peppino di Capri, Massimo Ranieri…), ma anche autrice televisiva, teatrale, cinematografica di successo. È una che dovrebbe essere famosa al grande pubblico, se non fosse che gli autori di testi (che siano testi di canzoni o di programmi TV o di sceneggiature), nonostante siano quelli a cui spesso si deve il successo di un'opera, sono per lo più semi-sconosciuti se non agli addetti ai lavori o agli appassionati.
Tornando a Nightmare Before Christmas, è stata proprio la Vistarini a scrivere tutte le canzoni cantate da Jack-Renato Zero, mentre Ermavilo ha scritto tutte le altre.
Appurata la verità, e considerata la mia natura "giapponese", vi lascio con uno dei vecchi successi della Vistarini: una canzone e un testo che è rimasto impresso nelle menti di tutti gli italiani che negli anni '70 guardavano i cartoni giapponesi in TV: "Mimì e la nazionale della pallavolo"! Dopo averla vista, cliccate qui e andate a sentirvi l'obbrobriosa versione del '95 (ma adesso non voglio mettermi a sparlare della Valeri Manera perché probabilmente, a furia di sentirsi fischiare le orecchie, deve aver già perso l'udito da almeno 20 anni…).
È il nuovo album dei Dream Theater, ed è molto bello. Non so recensire dischi, quindi dirò solo un paio di cose sparse: lo trovo migliore dei 3 album precedenti (anche nell'artwork, sia interno che esterno); mi piacciono tutti i brani; contiene canzoni che sono contemporaneamente più che mai complesse e più che mai melodiche; non dà l'impressione di essere una raccolta di esercizi di stile come alcuni degli album che l'hanno preceduto; la voce di La Brie è al suo apice; il mixing e la produzione sono stellari, probabilmente il meglio mai realizzato su un CD dei DT, con tutti gli strumenti e la voce chiari e ben distinguibili (persino il basso di Myung è finalmente udibile). Non a caso il tecnico del suono ha lavorato su album mitici quali "Operation: Mindcrime" dei Queensrÿche.
Consiglio l'acquisto della versione con DVD: oltre a un bel "making of" video di 90 minuti, c'è anche tutto l'album mixato in 5.1 canali.
Per chi volesse leggersi qualche recensione, a favore e contraria, può cominciare da quelle che trova in questa pagina (in inglese).
In questi giorni ho sentito per la prima volta (con enorme ritardo, bisogna dire) la versione italiana di Notre Dame de Paris, l'opera di Cocciante e Plamondon che qualche anno fa ho sentito (in CD) e visto (in DVD) nell'edizione originale francese, e che ogni tanto ascolto ancora. Be', avevo letto sui giornali le lodi ai testi italiani di Pasquale Panella, ma invece non ne sono stato affatto contento.
Non è solo questione di essere abituato alla versione francese. Per quanto i cantanti siano bravi (Giò Di Tonno, per esempio, è un ottimo Quasimodo, ancora più "coccianteggiante" di Garou, il quale però ha una voce più potente e ruvida) capita spesso di assistere a quello che chiamo "effetto Elio". Cioè quel fenomeno per cui su una musica scritta per un certo numero di sillabe ce ne fanno entrare a forza di più (tipo in "La terra dei cachi", di Elio e le storie tese, appunto, quando sulla stessa durata di "è truccaaaato" si infila un "è truccaaaatISSIMO" o, altro esempio, in "Shpalman", quando Pezzali canta "un tamarro dietro l'angolo" e poi sulle stesse note "un tamarro dietro UN ALTRO angolo"). In altre parole, il testo non scorre bene, non ha quella forma poetica (formalmente, intendo, senza riferimento ai testi) che ha invece in francese. A volte sarebbe bastato adattare un po' di più, cambiare il testo, come è doveroso fare in questi casi e come è stato fatto in diverse occasioni anche qui.
Panella è forse stato un poeta quando ha scritto certe canzoni di Battisti (anche se personalmente preferisco quelle di Mogol), ma in questo caso non trovo il risultato all'altezza dell'originale (e parlo sempre delle musicalità e bellezza delle strofe più ancora che del significato dei testi). E a quanto pare non sono l'unico a pensarlo.
Forse avrebbe fatto meglio a studiarsi le colonne sonore dei film Disney, che il più delle volte riescono ad evitare di sembrare traduzioni (ecco, il testo di Panella dà proprio l'impressione di essere una traduzione).
Uno dei capolavori, a mio parere, è la musica di "The Nightmare Before Christmas", che nella versione italiana, cantata tra gli altri da Renato Zero, ha i testi di Ermavilo e Carla Vistarini. Qui ve ne offro due estratti. Altri potete trovarli qui.
Oggi ho deciso di ascoltare la famosa "The blower's daughter" di Damien Rice, incuriosito da un post di Luca Sofri che l'ha definita "la più bella canzone del millennio, finora" (cioè, più prosaicamente, degli ultimi 6-7 anni), e un altro di Christian Rocca. Me la sono comprata e l'ho ascoltata tre volte. [cliccate qui per ascoltarla]
Anzi, no, due volte e mezza, perché già alla seconda volta non ne potevo più. All'ennesima volta che ho sentito ripetere "I can't take my eyes off you" (lo dice 6 volte di seguito, poi lo ripete di nuovo altre 6 volte, finché alla fine fa lo sforzo di sostituire "mind" a "eyes" e ripete il tutto altre 6 volte) ho gettato la spugna.
Damien Rice non ha una voce eccezionale e questa canzone mi pare solo noiosa e furba. Però capisco perché l'hanno usata in film e telefilm: è musica di sottofondo, di quelle che vanno ascoltate mentre si è impegnati in altro (per esempio a guardare delle immagini di un film), senza farci troppo caso. Ad ascoltarla con l'intenzione di ascoltarla a me fa solo venire il nervoso.
Certo, i gusti son gusti, ma di canzoni più belle a me ne vengono in mente una marea. Ho così dato una sfogliata al mio iTunes limitando la ricerca agli anni 2001-2006 e alcune delle più belle canzoni che ci ho trovato (ma certamente ce n'erano altre più meritevoli) sono state, a mio sindacabile parere e in ordine sparso, queste (i link sul titolo rimandano alla preview sull'iTunes Store):
ITALIANE:
Fossi Figo (Elio e le Storie Tese, Cicciput, 2003) [il video]
Ancora vivo (Adriano Celentano, C'è Sempre un Motivo, 2004) [un "video"]
Marmellata #25 (Cesare Cremonini, Maggese, 2005)
Rosso relativo (Tiziano Ferro, Rosso Relativo, 2001)
...E semm partii (Davide Van De Sfroos, ...E Semm Partii, 2002)
STRANIERE:
Bratja (dalla colonna sonora di Fullmetal Alchemist, 2004) [ascoltala]
Center of the universe (Kamelot, Epica, 2003)
Crimson rider (Masterplan, Aeronautics, 2005)
Fly (Blind Guardian, A Twist in the Myth, 2006)
Se devo andare su canzoni ripetitive come "The blower's daughter" piuttosto opto per:
Dragostea Din Tei (O Zone, DiscOZone, 2003) [ascoltala]
e ovviamente
Tarako Tarako Tarako (Kigurumi, Tarako Tarako Tarako, 2006)
Se però devo proprio scegliere LA canzone degli ultimi 6 anni, allora per me è:
Malaguena Salerosa (Chingon, Kill Bill 2 / Mexican Spaghetti Western, 2004) [clicca sul tasto verde per ascoltarla]
Grazie all'amico Riccardo ho scoperto un sito molto interessante: Pandora è una radio personalizzabile, che suona brani del genere che preferiamo.
Basta inserire il nome di un gruppo che ci piace, e il sistema cercherà e poi riprodurrà canzoni affini a quelle degli artisti segnalati.
L'elegante interfaccia web ci mostra le copertine dell'album che stiamo ascoltando e ci permette con un click di sapere perché ci stanno facendo sentire quel brano, di comunicare se ci piace o meno, di passare a quello successivo, di creare una nuova stazione a partire da quel brano, o di comprare quel CD su ITMS o Amazon. Consigliato.
L'iTMS è una gran cosa, ma credo che debbano lavorare ancora molto su certi aspetti del servizio.
Ho appena messo due album nel Carrello, vado nella pagina apposita per completare l'acquisto e in cima trovo la copertina di un altro album sotto la voce "Consiglio in base agli articoli nel tuo carrello". Niente di male, certo, se non fosse che ho comprato "Esotérik Satie", brani di Satie interpretati da Alessandra Celletti, e "Last of the Mohicans" dal film di Michael Mann.
E cosa mi trovo come consiglio in base a questi due articoli? "Una parte di me" di Nek! C'è decisamente qualcosa che non va.
Luca Sofri si dà allo radio in streaming. Conoscendo la sua passione per la buona musica, e ricordando suoi recenti interventi in merito alla qualità delle canzoni che passano in radio in Italia, ho provato ad ascoltarla, ma il collegamento va e viene e iTunes continua a fare rebuffering. Spero in un futuro potenziamento del "servizio".
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